Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Lidia
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
La mwbgLidia (mwbwendonimo: mwcaŚfard; in mwcqgreco: Λυδία; in mwcgassiro: mwcwLuddu; in mwdalingua ebraica: mwdqLûdîm) è un'antica regione storica (e un regno dell'mwdgetà del ferro) localizzata nell'mwdwAsia Minore occidentale, generalmente a est dell'antica mweaIonia, nelle attuali mweqprovince turche di mwegManisa e l'entroterra di mwewSmirne.

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Geografia

Nella sua maggiore estensione (durante il regno di mwfwCreso, mwgaVI secolo a.C.), la Lidia era situata ad mwgqoccidente della mwggFrigia, sul mwgwmar Egeo, a nord della mwhaCaria e a sud della mwhqMisia, e comprendeva tutte le principali città mwhgionie tranne mwhwMileto. Oltre a mwiaSardi, la capitale, città importanti della Lidia furono mwiqColofone, mwigClazomene, mwiwMagnesia, mwjaTeo e mwjqSmirne. L'importanza di queste città nel mondo antico era innanzitutto economica: soprattutto nelle località portuali che si affacciavano sul mar Egeo, un tratto pieno di insenature e fronteggiato da isole, fiorirono città ricche per le industrie e i commerci che per molti secoli costituirono centri culturali molto importanti.

La Lidia era attraversata da due fiumi: l'mwjwErmo (l'odierno mwkaGediz Irmak) e il mwkqPiccolo Meandro (l'odierno Küçük Menderes)cite-ref-1[1].

Storia

Introduzione

Secondo mwnqErodoto, il nome "Lidia" derivava da mwngLido, figlio di mwnwAtys, il quale diede il nome di mwoaLidi a una popolazione chiamata in precedenza "Meoni".cite-ref-2[2] La Lidia ebbe contatti con alcune fra le più antiche civiltà dell'Anatolia, come quelle degli mwpqIttiti e dei mwpgFrigi.

Si ritiene che la mwqalingua lidia sia indoeuropea,cite-ref-3[3] e appartenga alla famiglia delle mwrqlingue anatoliche.

Secondo una tradizione storiografica lidia o greca, riportata da mwrwErodoto nelle sue mwsaStorie, la Lidia sarebbe la patria di provenienza degli mwsqEtruschi durante la dinastia degli mwsgEraclidi. Si ritiene che, in seguito a una terribile carestia, una parte dei Lidi emigrarono in cerca di una nuova terra. Guidati dal principe mwswTirreno approdarono sulle coste occidentali dell'mwtaItalia, dando vita ad una nuova civiltà. I Greci chiamavano questo popolo col nome di mwtqTirreni.

Uno studio genetico del 2013 condotto su campioni genetici provenienti dalle necropoli etrusche dell'Italia centrale ha concluso che i legami genetici tra le popolazioni etrusche e quelle anatoliche debbano essere ricondotti a più di 5000 anni fa durante il mwtwNeolitico, il che escluderebbe l'ipotesi di Erodoto di una migrazione di massa in epoca più recente.cite-ref-ghirotto2013-4-0[4] Sulla base dello studio del DNA mitocondriale di questi campioni provenienti dalle necropoli della Toscana e del Lazio, gli Etruschi erano molto simili alle popolazioni del mwvaNeolitico dell'mwvqEuropa Centrale.cite-ref-ghirotto2013-4-1[4] Secondo l'archeologo britannico mwwgPhil Perkins, che ha scavato a lungo in Etruria, "ci sono indicazioni che lo studio del DNA possa supportare la teoria secondo la quale gli Etruschi siano autoctoni nel mwwwCentro Italia".cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]

Anche altri studiosi mettono in evidenza le notevoli discrepanze tra la lingua lidia e quella mwzqetrusca, che apparterrebbero a due famiglie linguistiche completamente differenti, e così come gli studi di archeologia e protostoria. Alcuni studiosi mettono in dubbio le teorie che vedono gli Etruschi come popolo d'Oriente piuttosto che d'Occidente. A riprova dell'influenza occidentale di cui godevano tali genti, oltre ad esami linguistici che indicano gli Etruschi come popolo non di origine anatolica, si citano scritti come le più antiche cronache egizie sui mwzgpopoli del Mare.

Dal mwbaVII secolo a.C. la regione fu governata dalla mwbqdinastia dei Mermnadi, fondata da mwbgGige. Intorno al mwbw650 a.C. vennero coniate le prime mwcamonete. Sotto il regno di mwcqCreso la Lidia conobbe la sua massima espansione, estendendo la sua influenza su gran parte delle città mwcgionie.

Nel mwda547 a.C. il re mwdqpersiano mwdgCiro conquistò la Lidia, che divenne una mwdwsatrapia dell'Impero Persiano.
Dopo essere stata conquistata da mweqAlessandro Magno, coinvolta nelle guerre fra i mwegsuccessori di mwewAlessandro Magno, dapprima nella lotta fra mwfaAntigono Monoftalmo e mwfqLisimaco e poi fra quest'ultimo e mwfgSeleuco I, infine passò agli mwfwAttalidi in seguito alla mwgabattaglia di Magnesia (mwgq190 a.C.).

Dal mwgw133 a.C. fu inglobata nella mwhaprovincia romana dell'Asia.

Meonia e Lidia

La Lidia sorse come un regno mwhwneo-ittita in seguito al collasso dell'mwiaimpero ittita nel XII secolo a.C. Nel periodo ittita, il nome della regione era stato mwiqArzawa, un'area in cui si parlava la mwiglingua luvia. Secondo fonti greche, il nome originale del regno lidio era mwiwMaionia (o mwjaMeonia): mwjqOmerocite-ref-7[7] riporta gli abitanti di Lidia come mwkgMaiones (Μαίονες), chiamando la loro capitale non Sardi ma mwkwHydecite-ref-8[8], possibilmente il nome del distretto dove si trovava Sardi.cite-ref-9[9] Successivamente, mwnaErodotocite-ref-10[10] aggiunge che i "meiones" erano stati rinominati come lidi dal re mwoqLydos (Λυδός), figlio di mwogAttis, nella mitica epoca precedente l'ascesa della dinastia eracleide. Questo mwoweponimo mwpaeziologico serviva a giustificare il nome mwpqgreco etnico mwpgLydoi (Λυδοί). Il termine mwpwebraico per lidi, mwqamwqqLûḏîm (לודים), come trovato in mwqgGeremia 46.9, e in modo simile considerato derivato dagli eponimi mwqwLud figlio di Sem; in tempi biblici, i guerrieri lidi furono anche arcieri famosi. Alcuni meoni ancora esistevano in tempi storici negli altopiani interni lungo il mwrafiume Ermo, dove si trovava una città chiamata Meonia, secondo mwrqPlinio il Vecchiocite-ref-11[11] e Ierocle.

Meonia e Lidia nella mitologia greca

La mitologia lidia è virtualmente sconosciuta così come la letteratura e i rituali al suo riguardo, non essendoci nemmeno monumenti o reperti archeologici con iscrizioni estese; quindi i miti che coinvolgono la Lidia rientrano principalmente nella sfera della mwtamitologia greca.

Per i greci, mwtgTantalo fu il regnante primordiale della mitica Lidia, e mwtwNiobe la sua superba figlia; suo marito mwuaAnfione collegava gli affari di Lidia con mwuqTebe, e per mezzo di mwugPelope la discendenza di Tantalo faceva parte dei mwuwmiti della fondazione della seconda dinastia di mwvaMicene. In riferimento al mito di mwvqBellerofonte, Karl Kerenyi sottolineavacite-ref-12[12]

"... come la mwxaLicia restava così connessa a mwxqCreta, e come la persona di mwxgPelope, l'eroe di Olimpia, collegava la Lidia al Peloponneso, così Bellerofonte univa un'altra regione asiatica, o piuttosto due, Licia e mwxwCaria, al regno di mwyaArgo."

Nel mito greco, la Lidia era anche la prima patria della mwygdoppia ascia, la mwywmwzalabrys.cite-ref-13[13] mw0qOnfale, figlia del fiume Iardano, regnò sulla Lidia, della quale mw0gEracle fu servitore per un certo tempo. Le sue avventure in Lidia sono quelle di un eroe greco in una terra periferica e straniera: durante la sua permanenza, Eracle rese schiavi gli Itoni, uccise mw1aSileo il quale costringeva i passanti a zappare la sua vigna; uccise il mw1qserpente del fiume Sangario;cite-ref-14[14] e catturò i bricconi scimmieschi, i mw2gcercopi. Resoconti parlano di almeno un figlio generato da Onfale con Eracle: mw2wDiodoro Siculocite-ref-15[15] e mw4aOvidiocite-ref-16[16] menzionano un figlio di nome Lamos, mentre Pseudo Apollodorocite-ref-17[17] fornisce il nome di Agelao, e mw6qPausaniacite-ref-18[18] i nomi di Tirseno, figlio di Eracle avuto dalla "donna lidia".

Tutti e tre gli antenati eroici indicano una dinastia lidia che si pretende discenda da Eracle. Erodotocite-ref-19[19] riferisce di una dinastia eracleide di re governanti la Lidia, forse non ancora discendenti di Onfale. Egli menziona anchecite-ref-20[20] la leggenda ricorrente che la mw9wciviltà etrusca venisse fondata da coloni provenienti dalla Lidia condotti da mw-aTirreno, fratello di Lido. Tuttavia, mw-qDionisio di Alicarnasso era scettico riguardo a questa storia, mettendo in rilievo che i costumi e la mw-glingua etrusca erano noti per essere totalmente dissimili da quelli dei lidi. Più tardi anche i cronografi ignorarono l'affermazione di Erodoto sul fatto che mw-wAgrone fosse stato il primo re, ignorando anche Alceo, mw-aBelo, e mw-qNino nell'elenco di re della Lidia. Strabonecite-ref-21[21] fa Atys, padre di Lido e Tirreno, come un discendente di Eracle e Onfale. Tutti gli altri resoconti collocano Atys, Lido e Tirreno tra i re pre-eracleidi di Lidia. I depositi di oro nel fiume mwaqiPattolo, la fonte della proverbiale ricchezza di mwaqmCreso (ultimo re storico di Lidia), si diceva fossero stati lasciati là quando il leggendario re mwaqqMida di mwaquFrigia venne a lavarsi perdendo così nelle sue acque il potere del suo mwaqytocco, che trasformava in oro tutto ciò che toccava.

I Meoni figurano nell'mwaqgmwaqkIliade tra gli alleati di mwaqoPriamo: il loro contingente è guidato dal giovane principe mwaqsMestlecite-ref-22[22], accompagnato dal fratello minore Antifo e dallo zio mwaraIfitionecite-ref-23[23]. Secondo Virgilio, Mestle era seguito anche dal fratellastro Elenore: dopo la caduta di Troia, Mestle ed Elenore emigrarono in Italia, ma separatamente, in quanto il primo giunse in Veneto con mwaryAntenore e fondò mwarcMestre, l'altro approdò nel mwargLazio con Enea, morendo poi nella guerra contro i mwarkRutulicite-ref-24[24].

Prima monetazione

Secondo mwasqErodoto, i lidi furono il primo popolo ad introdurre l'uso di mwasumonete d'oro e d'argento e il primo a stabilire negozi per la vendita al minuto in località permanenti.cite-ref-25[25] Non è chiaro, tuttavia, se Erodoto volesse significare che i lidi fossero stati i primi a introdurre monete di oro e argento puro o in generale le prime monete in metallo prezioso. Nonostante l'ambiguità, questa asserzione di Erodoto vale come attestazione spesso citata a favore del fatto che i lidi avessero inventato la monetazione, almeno in Oriente, anche se le prime monete non erano soltanto d'oro o d'argento, ma costituite da una lega dei due metalli.cite-ref-26[26]

La datazione di queste prime monete coniate è uno degli argomenti dell'antica numismatica dibatutti più frequentemente,cite-ref-27[27] con date che vanno dal 700 a.C. al 550 a.C., ma la considerazione tenuta più comunemente è che esse fossero state coniate all'inizio (o quasi) del regno di re Aliatte (talvolta riferito in modo non corretto come mwatmAliatte II), che governò la Lidia tra il 610 e il 550 a.C.cite-ref-28[28] Le prime monete erano fatte di mwatgelettro, una mwatklega di oro e argento che si realizzava già in natura, ma che era ulteriormente mwatofalsificata dai lidi con altra aggiunta di argento e anche rame.cite-ref-29[29]

Le più grandi di queste monete sono comunemente riferite come 1/3 di mwauastatere (mwauetrite), del peso di circa 4,7 grammi, sebbene nessuno statere intero di questo tipo sia mai stato trovato, e la moneta di 1/3 di statere probabilmente sarebbe più correttamente riferita come uno statere, che significa "standard".cite-ref-30[30] Queste monete venivano stampate con una testa di leone decorata con ciò che è probabilmente un raggio di sole, simbolo del re.cite-ref-31[31] A complemento del taglio più grande, erano fatte mwauofrazioni di monete, inclusa la mwaushekte (sesto), mwauwhemihekte (dodicesimo), e così fino ad arrivare al 96mwau0esimo, con la moneta di 1/96 di statere del peso soltanto di circa 0,15 grammi. C'è disaccordo, tuttavia, sul fatto se le frazioni al di sotto della dodicesima parte di statere siano effettivamente lidie.cite-ref-32[32]

Il figlio di Aliatte era Creso, che divenne sinonimo di ricchezza. Sardi era rinomata come una bellissima città. Intorno al 550 a.C., all'inizio del suo regno, Creso finanziò la costruzione del mwavmtempio di Artemide a mwavqEfeso, che divenne una delle mwavuSette meraviglie del mondo antico. Creso venne sconfitto in battaglia da mwavyCiro II mwavcdi Persia nel 546 a.C., per cui il regno lidio perdette la sua autonomia diventando una mwavgsatrapia persiana.

Dinastie autoctone

La Lidia venne governata da tre dinastie:

mwawiAtiadi (1300 a.C. o anche prima) - mwawmeraclidi (tilonidi) (al 687 a.C.) Secondo mwawqErodoto gli eraclidi regnarono per 22 generazioni a cominciare dal 1185 a.C., per un periodo durato 505 anni). Aliatte fu re di Lidia nel 776 a.C.cite-ref-33[33]. L'ultimo re della dinastia fu Mirsilo o Candaule.

• mwawsCandaule - Dopo aver regnato per 17 anni venne assassinato dal suo precedente amico Gige, che gli succedette così al trono di Lidia.

mwaw0Mermnadi

• mwaxaGige, chiamato mwaxeGugu di Luddu nelle iscrizioni assire (687-652 a.C. o (690-657 a.C.) - Una volta stabilitosi sul trono, Gige si dedicò a consolidare il suo regno per farne una potenza militare. La capitale venne spostata da Hyde a Sardi. I mwaxicimmeri barbari misero a sacco molte città lidie, eccetto Sardi. Gige era figlio di Dascilo, il quale, richiamato dall'esilio in Cappadocia dal re lidio Mursilo o Mirsilo — detto Candaule "lo strangolatore di cani" (un titolo dell'Ermes Lidio) dai greci — mandò suo figlio in Lidia invece di andarci lui stesso. Gige si rivolse all'Egitto, con le sue fedeli truppe carie insieme a mercenari ioni per aiutare Psammetico a scuotersi dal giogo assiro. Alcuni studiosi della Bibbia credono che Gige di Lidia fosse stato il personaggio biblico di mwaxmGog, regnante di Magog, menzionato nel libro di Ezechiele e nel mwaxqlibro della rivelazione.
• mwaxyArdis II (652-621 a.C.)
• mwaxgSadiatte (621-609 a.C.) o (624-610 a.C.) - Erodoto scrisse (nelle ricerche) che egli lottò con mwaxkCiassare, il discendente di Deioce, e con i mwaxomedi, scacciò i mwaxscimmeri dall'Asia, prese mwaxwSmirne, fondata dai coloni di Colofone, e invase mwax0Clazomene e mwax4Mileto.
• mwayaAliatte II (609 o 619-560 a.C.) - uno dei più grandi regnanti di Lidia. Quando Ciassare attaccò la Lidia, i re di mwayeCilicia e mwayiBabilonia intervennero negoziando una pace nel 585 a.C., seconda la quale il fiume mwaymHalys venne stabilito come la frontiera tra medi e Lidia. Erodoto scrive:

"Al rifiuto di Aliatte di cedere ai supplicanti di Ciassare, spediti da questi per ottenere una risposta, la guerra scoppiò tra lidi e medi, continuando per cinque anni, con successo mutevole durante la quale, i medi guadagnarono molte vittorie sui lidi, e anche i lidi ottennero molte vittorie sui medi".

La mwaycbattaglia dell'eclissi fu la battaglia finale in una guerra durata 15 anni tra Aliatte II di Lidia e Ciassare dei medi. Essa ebbe luogo il 28 maggio del 585 a.C., e terminò bruscamente a causa di eclissi solare totale.

• mwayoCreso (560-546 a.C.) - l'espressione "ricco come Creso" deriva appunto da questo re. L'impero lidio ebbe termine quando Creso attaccando l'impero persiano di mwaysCiro II venne sconfitto nel 546 a.C.

Impero persiano

Nel 546 a.C., il re mway8achemenide mwazaCiro II il Grande s'impossessò di Sardi e la Lidia divenne così una sua satrapia.

Impero ellenistico

La Lidia rimase una satrapia dopo la conquista della Persia da parte del re mwazmAlessandro III di mwazqMacedonia. Quando l'impero di Alessandro si disgregò dopo la sua morte, la Lidia venne ad essere governata dalla maggiore dinastia asiatica dei diadochi, i mwazuseleucidi, e quando essa divenne incapace di mantenere il suo territorio in Asia Minore, la Lidia cadde sotto il dominio della dinastia mwazyattalide di mwazcPergamo. Il suo ultimo re evitò le spoliazioni e la devastazione di una guerra di conquista romana lasciando il reame tramite testamento all'mwazgimpero romano.

Provincia romana d'Asia

Quando i romani entrarono nella sua capitale Sardi nel 133 a.C., la Lidia, come le altre regioni del lascito attalide, divenne parte della mwaaqprovincia d'Asia, una mwaauprovincia romana molto ricca, meritevole di un governatore di alto rango di mwaayproconsole. L'intero occidente dell'Asia Minore aveva colonie mwaacebraiche molto antiche, e anche il cristianesimo vi era molto spesso presente. Gli mwaagatti degli apostoli 16:14-15 menzionano il battesimo di una mercante donna chiamata "Lidia" proveniente da mwaakTiatira, nella regione di ciò che una volta era la satrapia di Lidia. Il cristianesimo si espanse rapidamente nel III secolo d.C., incentrato sul vicino esarcato di Efeso.

Provincia romana di Lidia

Sotto la riforma della mwaawtetrarchia dell'imperatore mwaa0Diocleziano nel 296 d.C., la Lidia riprese il suo nome come una provincia romana separata, molto più piccola della precedente satrapia, con la sua capitale a Sardi. Insieme con le province di Caria, Ellesponto, Licia, Panfilia, Frigia prima e secunda, Pisidia e le Insulae (Isole Ionie), essa formava la mwaa4diocesi (sotto un mwaa8mwabavicario) di Asiana, che faceva parte della mwabeprefettura pretoriana dell'Oriens (Oriente), insieme alla diocesi Pontiana (la maggior parte dell'Asia Minore), L'Oriens propriamente detto (principalmente la Siria), Egitto e Tracia (nei Balcani, grosso modo la Bulgaria). Sotto l'imperatore bizantino Eraclio (610-641), la Lidia divenne parte dell'mwabiAnatolikon, uno degli originari mwabmmwabqthemata, e più tardi mwabuThrakesion. Sebbene i mwabyturchi selgiuchidi conquistassero la maggior parte del resto dell'Anatolia da parte dell'Islam, formando il sultanato di Ikonion, la Lidia rimase ancora parte dell'impero bizantino. Durante l'occupazione di Costantinopoli della mwabcquarta crociata, la Lidia continuò a far parte dell'impero greco ortodosso bizantino incentrato su mwabgNicea.

Sotto il governo turco

La Lidia cadde infine in mano dei nuovi mwabsmwabwbeilikati turchi, i quali furono tutti assorbiti dallo Stato ottomano nel 1390. L'area divenne parte del mwab0mwab4vilayet (provincia) ottomana di mwab8Aydın, costituendo la parte più occidentale dell'attuale repubblica di mwacaTurchia.

Divinità lidie

Annat, dea vergine della terra, dell'amore, della fertilità e della guerra
Anax
Artimis, dea della Luna, delle selve, degli animali selvatici, delle giovani fanciulle vergini e della caccia
Asterio, dio fluviale, uno delle tre personificazioni dei fiumi dell'Argolide
Atergätus, dea della generazione e della fertilità e inventrice di utili strumenti
Atys, dio degli antichi riti di propiziazione della fecondità della terra
Baki (vedi anche Bacco), dio della follia, delle feste, del vino, dell'uva, dell'ebrezza e della vendemmia
Bassareo, dio della follia, delle feste, del vino, dell'uva, dell'ebrezza e della vendemmia
• Damasēn
• Gugaie/Guge/Gugaia
Hermos, dio del fiume Ermo
• Hipta
• Hullos
Kandaulēs, messaggero degli dei, dio della velocità, dell'astuzia, delle strade, del commercio, dei messaggi, dei viaggiatori, dei ladri, dell'eloquenza, dell'atletica, delle trasformazioni di ogni tipo, della destrezza e della farmacia, protettore dei messaggeri, dei ladri e dei viaggiatori
• Kaustros
Kubebe, dea tutelare protettrice dell'antica città siriana di Karkemish, nei pressi dell'Eufrate
Lamētrus, dea dell'agricoltura, del grano, della natura, della fertilità, dei raccolti, delle messi e della carestia
• Lykos
• Leone lidio
• Mēles
• Moxus
Omfalē, regina della Lidia
Pldans, dio del Sole, delle arti, della musica, della profezia, della poesia, delle arti mediche, delle pestilenze e della scienza
• Spitridate

Note

cite-note-11. mwack(mwacomwacsENmwacw) mwac0John Antony Cramer, mwac4A Geographical and Historical Description of Asia Minor. Vol. I, Oxford, The University Press, 1832, p. 361 (mwac8on-line)
cite-note-22. Erodoto, mwadmmwadqStorie, I, 7; cfr. mwaduErodoto Alicarnasseo: dedicato a S.E. il signor Don Baldassare Odescalchi etc., Tomo I, Romamwady : Giovanni Desiderj, 1789, p. 7 mwadcon-line)
cite-note-33. Benjamin W. Fortson, mwadsIndo-European Language and Culturemwadw : an Introduction. Malden: Blackwell, 2004, ISBN 1-4051-0316-7
cite-note-ghirotto2013-44. mwaem(mwaeqmwaeuEN) Silvia Ghirotto et. al., mwaeymwaecOrigins and Evolution of the Etruscans’ mtDNA, in mwaegmwaekPLOS ONE, mwaeoPublic Library of Science, 6 febbraio 2013. mwaesURL consultato il 16 marzo 2015.
cite-note-55. mwae8Phil Perkins, mwafaChapter 8: DNA and Etruscan identity, in Alessandro Naso (a cura di), mwafeEtruscology, Berlin: De Gruyter, 2017, pp.mwafi 109-118, mwafmISBNmwafq 978-1-934078-49-5.
cite-note-66. mwafkPhil Perkins, mwafoDNA and Etruscan Identity, in Phil Perkins e Judith Swaddling (a cura di), mwafsEtruscan by Definition: Papers in Honour of Sybille Haynes, The British Museum Research Publications (173). London, UK, 2009, pp.mwafw 95-111, mwaf0ISBNmwaf4 978-0-86159-173-2.
cite-note-77. Omero, mwagmmwagqIliade, ii. 865; v. 43, xi. 431
cite-note-88. Omero, mwaggIliade xx. 385
cite-note-99. Vedi Strabone xiii.626.
cite-note-1010. Erodoto, mwag8mwahaStorie, i. 7
cite-note-1111. Plinio il Vecchio, mwahqStoria Naturale, libro v:30
cite-note-1212. Karl Kerenyi, in mwahgGli eroi dei greci 1959, p. 83.
cite-note-1313. Fonti registrate in Karl Kerenyi, mwahwGlie eroi dei greci, 1959, p. 192.
cite-note-1414. Di conseguenza apparve nei cieli come la costellazione mwaiaOfiuco (Igino, mwaieAstronomica ii.14).
cite-note-1515. Diodoro Siculo, 4.31.8
cite-note-1616. Ovidio, mwaigHeroides 9.54)
cite-note-1717. Pseudo Apollodoro, mwaiwmwai0Biblioteca, 2.7.8
cite-note-1818. Pausania, 2.21.3
cite-note-1919. Erodoto, 1.7
cite-note-2020. Erodoto, 1.94
cite-note-2121. Strabone, 5.2.2
cite-note-2222. Omero, mwaj0Iliade, II
cite-note-2323. Omero, mwakeIliade, XX
cite-note-2424. Virgilio, mwakuEneide, IX
cite-note-2525. Erodoto. mwakkStorie, I, 94.
cite-note-2626. Carradice e Price, Monetazione nel mondo greco, Seaby, Londra, 1988, p. 24.
cite-note-2727. N. Cahill e J. Kroll, "Nuovi reperti di monete arcaiche a Sardi," American Journal of Archaeology, Vol. 109, No. 4 (ottobre 2005), p. 613.
cite-note-2828. A. Ramage, "Sardi dorata," l'oro di re Creso: scavi a Sardi e la storia dell'oro raffinato, curato da A. Ramage e P. Craddock, Harvard University Press, Cambridge, 2000, p. 18.
cite-note-2929. M. Cowell e K. Hyne, "Esame scientifico delle coniazioni in metallo prezioso lidio," L'oro di re Creso: scavi a Sardi e la storia della purificazione dell'oro, Harvard University Press, Cambridge, 2000, pp. 169-174.
cite-note-3030. L. Breglia, "Il materiale proveniente dalla base centrale dell'Artemession di Efeso e le monete di Lidia," Istituto Italiano di Numismatica Annali Vols. 18-19 (1971/72), pp. 9-25.
cite-note-3131. mwalw(mwal0mwal4ENmwal8) E. Robinson, "Riesaminate le monete provenienti dall'Artemision efesino," Journal of Hellenic Studies 71 (1951), p. 159.
cite-note-3232. M. Mitchiner, Commercio antico e prima monetazione, Hawkins Publications, Londra, 2004, p. 219.
cite-note-3333. mwamy(mwamcmwamgEN) mwamkmwamoPeriodo lidio dell'Anatolia, su mwamsancientanatolia.com mwamw(archiviato dall'mwam0url originale il 25 agosto 2011).

Bibliografia

• mwane(FR) Georges Radet, mwaniLa Lydie et le monde grec au temps des Mermnadesmwanm : (687-546). Paris: E. Thorin, 1893; Ristampa anastatica, Roma: L'Erma di Bretschneider, 1967

Voci correlate

• mwancLidi
• mwankRe di Lidia
• mwan0Ludim
• mwan8Digda

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lidia

Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiaLidia, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• mwaoy(EN) Livius.org: Lidia, su livius.org. URL consultato il 2 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2009).
• mwaog(EN) Goldsborough, Reid. "La prima moneta del mondo", su rg.ancients.info.
• mwaoo(EN) R.S.P. Beekes. L'origine degli etruschi. (PDF), su knaw.nl. URL consultato il 2 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2010).